
Con l’arrivo delle elevate temperature, la campagna delle drupacee dei soci della OP Terre della Luce è entrata nella sua fase centrale, dopo un avvio condizionato dall’andamento climatico. Il mese di maggio, infatti, è stato caratterizzato da marcate escursioni termiche e precipitazioni che hanno interessato diversi areali produttivi proprio durante la delicata fase della fioritura, compromettendo in parte l’allegagione e riducendo il potenziale produttivo delle varietà più precoci.
Albicocche: dopo un avvio difficile, il mercato ritrova equilibrio
La coltivazione delle albicocche interessa complessivamente 51 ettari, di cui 5 rappresentati da impianti in fase di entrata in produzione. La raccolta è iniziata con le cultivar precoci Mogador, Pricia e Flopria, per poi proseguire con le varietà medio-tardive Kyoto e Lady Cot, oggi in piena produzione.
Le cultivar precoci hanno registrato una contrazione delle rese, conseguenza diretta delle condizioni meteorologiche avverse durante la fioritura. Una riduzione che si è verificata proprio in una fase di mercato caratterizzata da una domanda vivace. Con l’ingresso delle varietà medio-tardive, tuttavia, lo scenario si è progressivamente riequilibrato: i volumi conferiti, le pezzature e le quotazioni risultano oggi in linea con i livelli tipici del periodo.

Pesche e nettarine: meno prodotto, ma il comparto resta strategico
Uno scenario analogo ha interessato anche pesche e nettarine, coltivate su circa 78 ettari, comprensivi di 3 ettari di nuovi impianti. L’inizio della campagna è stato segnato da una riduzione delle rese produttive compresa tra il 30% e il 40% rispetto alla stagione precedente, accompagnata da quotazioni inizialmente poco soddisfacenti, che hanno riportato alla memoria le difficili dinamiche di mercato vissute sette-otto anni fa.
Nonostante le criticità registrate nella fase iniziale, le drupacee continuano a rappresentare uno dei pilastri produttivi della OP. I risultati conseguiti negli ultimi anni confermano infatti il valore strategico del comparto, che continua a distinguersi per qualità dell’offerta, capacità di programmazione e solidità commerciale.
Nel 2025 sono state commercializzate 895 tonnellate di albicocche, con un significativo incremento rispetto al 2024, per un valore complessivo di 1,182 milioni di euro. Le pesche hanno invece raggiunto 1.389 tonnellate, con una crescita di circa l’11% rispetto all’anno precedente, generando ricavi per circa 1,585 milioni di euro.
Meloni e angurie: il mercato cerca nuovi equilibri
Procede a pieno ritmo anche la raccolta di meloni e angurie.
Per i meloni, le varietà precoci hanno dovuto confrontarsi con la forte concorrenza del prodotto spagnolo, che nella fase iniziale della commercializzazione ha esercitato una significativa pressione sui prezzi. Dopo un 2025 caratterizzato da un eccesso di offerta e da quotazioni particolarmente basse, la campagna in corso mostra segnali di maggiore equilibrio tra domanda e disponibilità di prodotto. Restano però le preoccupazioni legate al costante aumento dei costi di produzione, che continua a comprimere la redditività delle aziende agricole.

Anche il mercato delle angurie si presenta ancora in una fase di assestamento, con dinamiche commerciali in evoluzione e prezzi fortemente influenzati dall’andamento dei consumi e dall’offerta disponibile.
Nel 2025 i soci della OP Terre della Luce hanno commercializzato complessivamente circa 500 tonnellate di meloni e angurie, generando un valore della produzione di circa 250 mila euro.
Crescere insieme: sostenibilità, persone e inclusione
Accanto ai risultati produttivi, continua il percorso di Terre della Luce verso un’agricoltura sempre più sostenibile, capace di coniugare competitività, responsabilità sociale e attenzione alle persone.

Da quest’anno questo impegno si arricchisce di un valore ancora più profondo: l’inclusione sociale. Recentemente l’Organizzazione ha accolto nell’area amministrativa una giovane collaboratrice con disabilità, una scelta che nasce dalla convinzione che ogni persona rappresenti una risorsa preziosa e che il talento debba poter trovare spazio indipendentemente dalle condizioni personali.
Perché produrre valore significa non solo portare sulle tavole frutta di qualità, ma anche contribuire a costruire una comunità più inclusiva, più consapevole e più attenta ai bisogni di tutti.
Fonte: FreshPlaza.it